Savannah: quando il futuro (per alcuni) arriva un po’ prima

La cosa fantastica di questo enorme mondo virtuale in cui ci ritroviamo ogni giorno è che possiamo conoscere tutto quello che vogliamo e tutto quello che è successo nella storia del nostro mondo (e anche di altri). Oggi, 20 giugno, vogliamo raccontarvi la storia di Savannah.

 

La verità è che neanche noi conoscevamo la storia di Savannah, ma imbattendoci in questo nome su internet non abbiamo potuto fare altro che fermarci e approfondire di più le sue avventure.

 

Savannah non è una persona, come molti potrebbero credere. È una nave. Ed è una nave vera, salpata dal porto di Savannah in Georgia (USA) quasi 200 anni fa, nel 1819.
Quale può essere il legame tra una nave di inizio ottocento e una Locanda fantasy? Aspettate di leggere tutta la storia…

 

Savannah nacque come nave staffetta nel porto di New York ma prima ancora che venisse varata un comandante, Moses Rogers, convinse una ditta di armatori di Savannah (la città) ad acquistare il vascello e farne un ibrido lasciando le vele per la navigazione usuale dell’epoca, ma aggiungendo un motore a vapore come quello che si utilizzava per i vaporetti che solcavano i fiumi statunitensi. Il suo obiettivo era quello di fare la storia: fare la prima traversata oceanica con un motore a vapore, anziché con una barca a vela. Convinse gli armatori a questa follia e ben presto la Savannah venne “riqualificata” e dotata di motore a vapore con ruote laterali a pale per poter navigare in acque tranquille.

 

Non entriamo in dettagli tecnici, anche perché non sono quelli che interessano a questa storia. Il 24 maggio la Savannah lasciò il porto statunitense facendo rotta per Liverpool. Prima di questo storico evento molti fatti avrebbero fatto desistere quasi chiunque: una rottura degli ormeggi prima del tempo; la morte di uno dei pochi che avevano accettato di far parte dell’equipaggio, visto che questo viaggio faceva paura a molti; promesse mai mantenute e intoppi burocratici. Ma Moses Rogers insieme a suo cognato Steven non si diedero per vinti e cominciarono questo viaggio che erano sicuri li avrebbe consegnati alla storia.

 

Venne affiancata da altre navi che non riconoscevano quel tipo di imbarcazione e più volte la fermarono per controlli; finì il combustibile (carbone, all’epoca) pochi giorni prima di raggiungere la terra ferma e rimase in preda della bonaccia al largo di Cork…ma alla fine attraccò a Liverpool proprio il 20 di giugno per poi rientrare negli Stati Uniti il 30 novembre dopo essere passata da Svezia, Russia e Norvegia e aver ricevuto da ogni sovrano un regalo da riportare nella terra natale.

 

Sei mesi e otto giorni di viaggio, attraverso un oceano e con un mezzo di trasporto mai pensato per questo tipo di viaggi. Già questa parte di storia ha dentro di sé una buona dose di avventura e di fantastico. Ma sapete qual è la cosa che più ci ha spinti a scrivere di questa nave? Quello che successe dopo.

 

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Durante la creazione di Savannah, alla partenza e anche durante il viaggio le voci su questa imbarcazione furono davvero tante e per lo più entusiastiche. Inneggiavano agli Stati Uniti e a questa nuova tecnologia che avrebbe cambiato il futuro e sarebbe stata inventata nel Nuovo Continente. Doni da parte dei sovrani, addirittura il presidente Madison (il quarto presidente degli Stati Uniti d’America dopo Washington, Adams e Jefferson) salì a bordo a visitarla e chiese di poter analizzare la barca, una volta rientrata, per poter creare degli incrociatori sul modello di Savannah per combattere la pirateria che incombeva al largo delle coste cubane.

 

E invece…

 

La compagnia che creò Savannah da questo viaggio non solo non acquisì fama ma neppure ricchezza e fu costretta a vendere il motore e pezzi della nave. Savannah stessa venne utilizzata come diligenza e venne demolita dopo essersi incagliata.
Due anni dopo la traversata atlantica.
Dopo essere entrata nella storia.
Inoltre ci vollerò più di 20 anni prima che altre navi con propulsione a vapore compissero la stessa traversata e altri 10 anni prima che lo facesse un’imbarcazione statunitense.

 

Vista così Savannah potrebbe sembrare un fallimento. Ma a 200 anni di distanza…qualcuno di voi prenderebbe mai un veliero per attraversare l’Oceano Atlantico? O anche solo per attraversare un golfo o un canale. Savannah ha attraversato bufere e inconvenienti per poter donare al mondo un nuovo modo di navigare, un nuovo modo di viaggiare. I posteri si sono accorti di questo e chiamarono Savannah anche la prima imbarcazione a propulsione nucleare negli anni ’50. Savannah è diventato un nome simbolo di sviluppo, di innovazione. Nessuna nave adesso ha propulsione nucleare, né tantomeno a carbone. Ma Savannah e i suoi capitani sono stati quelli che hanno dato o daranno il via a nuovi modi di trasportare cose e persone.

 

Perché vi abbiamo raccontato questa storia? Perché la nostra Locanda è un po’ come Savannah. Ha attraversato e sta attraversando bufere e tempeste, non nell’Oceano ma nell’enorme mare di burocrazia che si è creata al giorno d’oggi. Sta attraversando complimenti e malelingue, promesse e promesse mancate, regali e furti, dolori e gioie. Ma ciò nonostante va avanti e finirà la sua traversata arrivando al suo primo grande evento il 9 luglio e continuerà verso i successivi. E se anche la nostra Locanda sarà vista come “una delle tante” (locande, luoghi, manifestazioni tolkieniane, vedete voi), sappiamo che è unica e soprattutto che è la capostipite di un modo nuovo di vedere il mondo, dove la fantasia e il reale si uniscono per creare qualcosa di speciale, dove i grandi e i piccoli non sono in due mondi differenti ma calpestano la stessa erba e seguono la stessa strada, dove il cibo e la natura si rispettano, riportando l’uomo al suo ruolo naturale di ospite di questa Terra e non di padrone.

 

E se il nostro motore sarà un giorno smontato e svenduto, se ci incaglieremo e dovremo essere disassemblati…beh, poco male. L’idea della Locanda non è e non sarà mai legata solo al terreno dove è costruita. Ma volerà e piano piano sorgeranno altre Locande, altre Savannah, che ci porteranno tutti insieme ad attraversare l’Oceano.

 

Magari utilizzando, come propulsione, i sogni.

 

 

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