Winter is coming: aggiornamenti e buoni propositi

Aggiornamenti…Aggiornamenti…

 

Voi pensate che sia facile riassumere un anno e più di cantiere, lavori, intoppi, rallentamenti, risate, energia, allegria, impegno, risultati.
Non lo è affatto, ma è una cosa che dobbiamo a voi che non vedete l’ora, come noi, che questo progetto diventi solida realtà ed è una cosa che dobbiamo anche a noi, per schiarirci le idee e mettere nero su bianco (o bianco su marrone, in questo caso) quella che è la strada che abbiamo percorso fino ad arrivare qua. A volte ci si dimentica da dove si è cominciata una cosa e ricordarsene ti fa capire quanto cammino hai già fatto.

 

Un filosofo cinese, Lao Tzu, disse che “anche un viaggio di mille miglia comincia con un passo“, il primo passo. E allora torniamo indietro nel tempo. Quand’è stato il nostro primo passo?
L’inizio del cantiere è stato il 13/07/2015. Una data scelta dalla burocrazia infinita di permessi, organizzazioni varie e dettata perciò dai tempi tecnici, ma non per forza una data a caso. È il compleanno di due membri della nostra squadra, Roberta e Barbara, e il governo approva la legge n.107 che afferma “il ruolo centrale della scuola nella società della conoscenza“. Che si sia d’accordo o meno, questa asserzione è indubbiamente indiscutibile e si poggia sullo stesso presupposto su cui si poggia tutto il nostro progetto: rendere il mondo migliore partendo dalle basi e dalla semplicità.
Ma torniamo a noi: il 13/07/2015 si cominciano i lavori e ad oggi arrivano ad accumulare un consistente ritardo a causa di tante cose che forse sapete o forse no, quindi le riassumiamo qui a parole chiave: burocrazia, furti, freddo, malattie, furti, fondi, furti, tradimenti, burocrazia, furti, burocrazia, burocrazia. Ce ne sarebbero altre da dire, tipo ad esempio burocrazia oppure furti, ma diciamo che i principali sono quelli. Tutto questo va aggiunto al fatto che il nostro progetto non è la casetta di paglia dei tre porcellini: è una locanda, grande, spaziosa, una sfida senza precedenti nel Canavese ma da quanto sappiamo senza precedenti anche in Italia e in Europa. E tutto è stato fatto con le nostre forze (mentali, economiche ma anche fisiche). Ora ci ritroviamo all’alba del secondo Capodanno della Locanda a cercare il materiale in mezzo alla nebbia o sotto la neve, quando capita. E lo facciamo con il cuore così caldo che anche la neve stessa si scioglie.

 

Forse è difficile trasmettere quello che può dare un progetto come questo. Proverò a farlo raccontando un episodio.
Il cantiere è sempre pieno di persone, di amici, di sconosciuti anche. Ma ci si fa l’abitudine. Ecco, un giorno di qualche tempo fa io personalmente sono rimasto per ultimo a chiudere, quando tutti erano andati via, perché avevo dimenticato una cosa e sono tornato indietro, ho riaperto il cancello, recuperato quello che avevo lasciato e prima di andare via mi sono fermato. C’era il tramonto, a quell’ora: il profilo del Monviso era nero pece e tutt’intorno quell’aura dorata che solo i tramonti sanno dipingere. E silenzio, c’era silenzio. Un silenzio mai ascoltato prima in quel luogo. E in quel silenzio assordante ho sentito ogni goccia di sudore, ogni dolore al polso, al braccio, alla schiena, alle gambe, ogni caffè preparato la mattina per prepararsi ad una giornata intensa, ogni pantalone o maglia termica comprata, usurata e gettata dopo mesi di lavoro, ogni sfida accettata e portata a termine, ogni limite fisico e mentale superato. Tutto per un’unica grande causa: la Locanda. Non l’ho mai detto a nessuno, ma ho pianto quel giorno. Perché quando una cosa è fatta con amore, con emozione, con sacrificio, allora non può fare altro che muovere le emozioni di tutti. E di amore, in quell’enorme ammasso di legno, paglia e terra ce n’è a quintalate.

 

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Vi sfido a trovare un cantiere, uno qualsiasi, dove la gente è contenta di essere lì, dove la mattina comincia con il sorriso e dove la giornata finisce con un abbraccio. E non perché “noi siamo meglio”, ma perché noi SIAMO. Punto. Noi abbiamo messo davanti a noi la consapevolezza di essere lì per un motivo e che quel motivo è qualcosa di grande. Non ci siamo fatti buttare giù dalla burocrazia, non ci siamo fatti abbattere dai furti né tantomeno dai tradimenti e dagli inconveniente. Anzi, tutte queste cose le abbiamo affrontate in gruppo, davanti ad una cena o un semplice caffè, abbiamo discusso e a volte litigato, com’è giusto che sia. E poi abbiamo preso queste cose, le abbiamo messe nello zaino e le abbiamo portate con noi, sapendo che alla fine del percorso le nostre gambe e i pilastri della Locanda saranno ancora più robusti e forti anche grazie a questo zaino pieno.

 

Aggiornamenti. L’unico aggiornamento che possiamo darvi è che la Locanda sta scaldando i motori. Questo capodanno ancora non potrà ospitarvi, ma di sicuro brinderemo lì a Tolkien il giorno del suo compleanno, il 3 gennaio (chi vuole unirsi a noi e venire a sbirciare in anteprima come vanno i lavori, può mandarci una mail a info@locandadellacontea.it e vediamo se riusciremo a starci tutti!) e nell’arco di pochi mesi ancora la Locanda aprirà a viandanti, viaggiatori, pellegrini, amici e tutti quelli che come noi sentiranno l’odore di Contea nell’aria.

 

Buoni propositi. Beh, non vi basta il proposito di aprire il prima possibile? Allora, vediamo. Noi crediamo che i buoni propositi si facciano quando non si è soddisfatti di quello che si è fatto prima: durante quest’anno ho dato quasi il massimo, quindi il prossimo voglio fare di più. Non è il nostro caso, noi abbiamo dato più del massimo, tutti, ogni giorno. E l’unico proposito che ci viene in mente e di rimanere così, di continuare così e di poter finalmente condividere con voi quello che abbiamo realizzato.

 

Un sogno.

 

Buone Feste e Buon 2017 da tutto il team della Locanda.

 

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